La piramide nera di Giza

by ArcheoWorld
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Ci sono luoghi, da sempre oggetto di studi e congetture, che sfidano il tempo e l’impegno profuso per capirne la funzione e la modalità di realizzazione. Uno di questi luoghi, il più conosciuto, è sicuramente la piana di Giza con i suoi complessi monumentali. Ancora oggi, che abbiamo messo in campo tutte le migliori tecnologie per comprenderne il significato, riesce a celare dei dettagli misteriosi.
Uno di questi misteri riguarda il resoconto redatto da Frederic Louis Norden, un capitano della marina danese, che tra il 1737 e il 1738 navigò alla volta dell’Egitto per incarico del suo sovrano. Il resoconto delle sue esplorazioni fu pubblicato più tardi, nel 1755, nel volume dal titolo “Voyage d’Egypte et de Nubie”.

Questo Libro è diventato un’importante testimonianza perché, per la prima volta, la Sfinge viene descritta in modo realistico, e si precisa il fatto che è priva di naso.

Ma nel libro ci sono anche altre cose interessanti. Norden riporta alcune tradizioni popolari, secondo le quali le piramidi furono costruite da una razza di super uomini dalle misure eccezionali. Personalmente, descrive di non prestarvi fede, ma per un motivo un po’ curioso: perché, a suo parere, gli accessi avrebbero dovuto essere più grandi. Ma un’altra testimonianza è assai più interessante e riguarda una costruzione di cui oggi non c’è più traccia: una quarta piramide che si sarebbe trovata vicino a quelle ancora oggi esistenti. Quello che scrive Norden è inequivocabile, e persino corredato da una mappa molto precisa.

Lo scetticismo di molti studiosi induce a credere che l’esploratore si fosse semplicemente “confuso”, confondendo alcune piramidi satelliti con una quarta piramide.
Ma il resoconto scritto da Norden sembra non lasciare adito a dubbi:

Le piramidi più importanti sono ad est, sud-est di Giza. Ce ne sono quattro, che sono quelle che più attirano l’attenzione dei curiosi. Anche se ce ne sono altre sette o otto nei dintorni, non sono nulla in confronto a queste. Due sono di dimensioni maggiori e due più piccole ma tutte e quattro meritano particolare attenzione. La quarta piramide non ha rivestimento, è chiusa ed è simile alle altre tre. La cosa curiosa è che la sua sommità termina con una grande pietra, che sembra possa essere servita come piedistallo. Fino a metà circa, la piramide è fatta di una pietra più scura del granito. Non so se sia basalto. La parte superiore è fatta di una pietra di colore giallo, come le altre tre piramidi, e termina con un cubo.

Questa descrizione dettagliata si trova a pagina 120 e verso la fine del libro c’è un’appendice in cui si menziona una lettera che Norden scrisse riferendosi ai resoconti sulle piramidi fatti dopo di lui da John Greaves. Anche in questa lettera si fa riferimento al colore della quarta piramide.
Non sembra esserci nulla di così “confuso” nelle dichiarazioni del viaggiatore danese, il quale riporta lucidamente l’esistenza di una quarta piramide che oggi non esiste più. Che fine ha fatto?
Secondo alcuni, non c’è mai stata. Secondo altri, è stata smantellata poco alla volta per costruire la città del Cairo. L’unica certezza, è che sull’Antico Egitto crediamo di sapere molto, ma in realtà sappiamo ancora molto poco.

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