La Grande Piramide – La sofisticata realizzazione a otto facciate

by ArcheoWorld
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Situata sulla riva sinistra del Nilo, Giza è un pianoro roccioso su cui sorgono le famose piramidi. La più grande di questa viene ufficialmente attribuita al faraone Cheope (Khufu) e sarebbe poi stata considerata la prima e la più immensa fra le Sette Meraviglie del Mondo Antico e l’unica sopravvissuta e giunta fino a noi. Con una base di 230 metri per lato raggiunge un’altezza di 146 metri. È costituita da 2.300.000 blocchi dal peso medio che varia dalle due alle quindici tonnellate. C’è una tale quantità di pietre nella grande piramide che, è stato calcolato, la sua temperatura interna è costantemente uguale alla temperatura media terrestre, 20° centigradi.

Furono utilizzati tre tipi di pietra: calcare e granito internamente, mentre all’esterno una particolare pietra riflettente, chiamata “Calcare di Tura” i cui blocchi, finemente lavorati, su ognuno dei lati, li avrebbe fatti brillare come degli specchi giganteschi in mezzo al deserto.

Gli antichi egizi chiamavano la Grande Piramide “Ikhet“, che significa “luce gloriosa“. È stato provato che se fosse ancora posizionata, questa pietra, permetterebbe, al sorgere del sole, di vedere la piramide addirittura dalla luna. Questo rivestimento è un capolavoro dell’ingegneria se immaginiamo le enormi difficoltà che ci potevano essere nell’adattare i blocchi del rivestimento a quelli che compongono il corpo della piramide. I blocchi del rivestimento combaciano alla perfezione e il raggiungimento di un simile risultato avrà sicuramente richiesto continue misurazioni.

I blocchi del rivestimento dovevano essere tagliati e sagomati alla perfezione in quanto ogni pezzo doveva combaciare sia con i blocchi grezzi della piramide, sia con gli altri blocchi del rivestimento. Questo lavoro rappresenterebbe una sfida ardua anche per gli ingegneri di oggi che hanno a disposizione computer, gru, ruspe, strumenti idraulici e macchine di ogni genere.

Solo 718 anni fa, la Grande Piramide era ancora ricoperta dell’originale calcare, ad eccezione di un passaggio forzato realizzato nell’820 d.C. da un principe musulmano e dai suoi uomini in cerca di tesori. Un forte terremoto che si verificò nell’anno 1303 d.C. sconquassò la maggior parte di quelle pietre di rivestimento che caddero attorno alla Piramide. Queste furono poi, nel corso degli anni, raccolte da Bahri Sultan nel 1356 e successivamente anche da Muhammad Ali Pasha nel XIX secolo per realizzare lucide pareti di moschee. Molti di questi edifici esistono ancora.

Per circa 200 anni il calcare collassato è stato utilizzato come fonte gratuita di materiale pregiato, come una cava di roccia. L’intera superficie di quasi 54.000 mt2. di calcare bianco è stata purtroppo portata via e utilizzata per progetti di costruzione in città.  Per centinaia di anni dopo il terremoto l’ideologia e la cultura islamica non prestarono molta attenzione alla Grande Piramide e sabbia e macerie coprirono la base fino a 10/20 metri di altezza, quindi alcune delle pietre originali dell’involucro furono fortunatamente conservate. Se non fosse stato per la sabbia e le macerie che si trovavano intorno alla base della Grande Piramide, queste pietre dell’involucro originale non sarebbero state così ben conservate come lo erano. A metà del 1800 prese vigore un maggiore interesse storico e scientifico per la struttura, quindi la sabbia e lo sporco furono rimossi. Da quelle poche pietre di rivestimento originali dissepolte archeologi e ingegneri hanno potuto determinare le reali dimensioni e l’inclinazione del rivestimento esterno molto accurato dell’intera struttura.

Ma la scoperta più sorprendente fu fatta nel 1940, del tutto casualmente, come spesso accade, dall’ufficiale pilota della Royal Air Force, Percy Robert Clifford Groves. Mentre sorvolava la piana di Giza si accorse che l’ombra proiettata dal Sole su una faccia della Grande Piramide presentava un’anomalia. Nel momento in cui il sole tramontava, ed era perfettamente allineato con la facciata sud, l’ombra proiettata metteva in evidenza una depressione che divideva in due parti simmetriche la facciata.

La famosa fotografia scattata da P. Grove nel 1940

Prima di questo momento nessuno si era mai accorto che le quattro facce della piramide erano leggermente concave e che tecnicamente la Grande Piramide si può definire una figura ottagonale anche se osservandola senza il giusto allineamento con il Sole le concavità risultano completamente invisibili. I blocchi sono stati disposti in modo tale da creare una depressione centrale su ogni lato con una variazione di circa ½° rispetto il piano ideale. Questa scoperta aggiunge un ulteriore incredibile dettaglio alle già note e straordinarie caratteristiche della misteriosa struttura.

Schema volutamente forzato che evidenzia lo scostamento dei lati delle facciate.

Ma perché la piramide fu progettata e costruita con le quattro facce concave? La concavità è talmente lieve che qualsiasi funzione pratica è difficile da immaginare. Una delle poche spiegazioni plausibili è che l’inclinazione era utile per conferire una maggiore solidità alla struttura e un maggior stabilità del rivestimento che ricopriva la piramide. In ogni caso una soluzione che tradisce un elevatissimo livello progettazione. Sebbene questa caratteristica sia stata fotografata per la prima volta nel 1940, questa caratteristica fu menzionata per la prima volta alla fine del 1700 in “La Description de l’Egypte” di Sir William Matthew Flinders Petrie, un egittologo inglese pioniere di un metodo sistematico in archeologia e conservazione di artefatti. Inizialmente si pensava che questa caratteristica strana e relativamente sconosciuta fosse stata un errore o un errore nella costruzione della piramide.

Le otto facciate della Grande Piramide

Tuttavia, dopo che Sir Petrie ebbe analizzato le concavità, notò che si trattava di un elemento deliberatamente progettato e realizzato, posto esattamente al centro di ciascuna faccia della piramide. Questo dettaglio ingegneristico divide a metà ciascuno dei quattro lati apparenti, creando una piramide a 8 lati in cui ogni lato si tuffa all’interno con un angolo di 1° e ½. in maniera estremamente accurato anche per gli standard odierni ed eseguito con un grado di precisione così straordinario da entrare nel regno del perturbante. Perché, vista da qualsiasi posizione o distanza dal suolo, questa concavità è del tutto invisibile ad occhio nudo.

Il risultato è, di fatto, una struttura piramidale a otto facce.

L’incavatura si nota solo dall’alto, e solo in certe ore della giornata. Questo spiega perché praticamente ogni fotografia disponibile della Grande Piramide non mostri il fenomeno dello svuotamento e perché la concavità non sia mai stata osservata fino all’era dell’aviazione. Non è pensabile, e logico, che i costruttori abbiano svolto tutto quel lavoro extra di fare cali di 1° e ½° su ciascun lato al solo scopo di realizzare una tomba o per il semplice gusto di sconvolgere le menti delle persone dopo migliaia di anni.  Sono state elaborate diverse teorie sul motivo per cui queste facce sono state realizzate leggermente concave. In primo luogo, si pensa che un nucleo leggermente incavato (la parte interna delle pietre dell’involucro, che vediamo oggi), abbia evitato alle pietre dell’involucro di scivolare via facilmente. Anche se alla fine sono scivolate, sicuramente dopo molto tempo e in seguito a un enorme terremoto. Ma questo pone un ulteriore problema: affinché la piramide ricoperta dall’involucro sembri una piramide perfetta, i blocchi dell’involucro posizionati al centro di ciascuna faccia dovrebbero essere più grandi e più spessi di quelli da posizionare verso ogni bordo esterno. Per alcuni questa complicatissima realizzazione sarebbe stata motiva solo da ragioni estetiche, in quanto le facce concave avrebbero reso la struttura più gradevole alla vista. Un’altra teoria vuole che dopo il collasso delle pietre dalle facciate, i forti venti del deserto, per migliaia di anni, avrebbero provocato un’erosione naturale che ha consumato il centro delle facciate più dei bordi.

Moderni rilevamenti radar e termografici effettuati sulla Grande Piramide che confermano il dettaglio costruttivo.

Ma la Grande Piramide di Giza è l’unica costruita con questo sofisticato progetto ingegneristico? O c’è la possibilità che altre piramidi siano state costruite con caratteristiche simili? La seconda piramide più grande di Giza è quella attribuita al faraone Chefren (Khafre). Sebbene sia l’unica piramide in Egitto il cui involucro superiore in calcare rimane in gran parte intatto la piramide non sembra presentare le stesse concavità. O, forse, possono non apparire visibili a causa del posizionamento caotico dei corsi di pietra che costituiscono un buon 70% della realizzazione costruttiva.

Ma se guardiamo alla più piccola delle tre piramidi di Giza, quella attribuita al faraone Micerino (Menkaure), possiamo vedere una caratteristica simile, sebbene non così prominente come nella Grande Piramide, indicativa della possibilità che questa piramide sia stata costruita con otto e non quattro lati. Questo significherebbe che, per un motivo che dobbiamo ancora decifrare, i costruttori delle grandi piramidi di Giza decisero di costruirle con otto lati e non quattro. Ma se tutte e tre le piramidi di Giza fossero state davvero costruite con otto lati anziché quattro, quale era lo scopo di tali caratteristiche? Una domanda destinata a restare senza una risposta per ancora moltissimo tempo.

Le otto facciate della Terza Piramide

Nella piramide Romboidale di Snefru a Dahshur è rimasta intatta una considerevole parte del rivestimento. Guardando questa piramide possiamo immaginare meglio quale fosse l’aspetto originale delle tre piramidi di Giza ed avere un’idea di quanto fosse magnifico il lavoro svolto per creare una superficie liscia su tutti e quattro i lati delle piramidi.

CURIOSITÀ

Dallo studio di immagini satellitari in alta risoluzione, scattate sull’Antartide, alcuni ricercatori affermano di aver individuato strutture piramidali con caratteristiche identiche alla Grande Piramide di Giza.

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6 comments

francesco tempesta 3 Agosto 2024 - 19:36

c’è un lavoro scientifico su remote sensing che fornisce dei dati, ricavati dallo studio di prove fotografiche scattate da un satellite radar, delle tre piramidi di Giza, in particolare quella di Cheope. Trovo i risultati forniti molto interessanti, in breve l’autore ipotizza, dati alla mano, un possibile significato del perchè le piramidi furono costruite con otto facce. L’argomento dello studio non si ferma alle facce delle piramidi ma va a indagare fin dentro il colosso di granito. Di seguito le lascio il titolo della ricerca e spero che possa anche lei trovarla interessante e degna di attenzione. saluti :) Synthetic Aperture Radar Doppler Tomography Reveals Details of Undiscovered High-Resolution Internal Structure of the Great Pyramid of Giza. di Filippo Biondi e Corrado Malanga

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ArcheoWorld 5 Agosto 2024 - 22:11

La ringrazio della segnalazione!
Lo trovo molto interessante, anche se Malanga si è spinto molto in avanti. Vero è che non si può pensare e soluzioni classiche riferendosi a strutture così complesse come le piramidi di Giza, in particolare la Grande Piramide.
ps – la seconda piramide, quella attribuita a Chefren non possiede la caratteristica a otto facciate.

Cordiali saluti!

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francesco tempesta 6 Agosto 2024 - 14:48

In realtà, dalle fotografie del S.A.R., risulta evidente che la caratteristica a otto facce si trovi si su tutte le piramidi della piana di Giza e credo che dei dati forniti da un telerilevamento con onde elettromagnetiche siano più rilevante per osservare questo fenomeno, piuttosto che di fotografie fatte ad occhio nudo dall’alto, non cede anche lei?
Saluti!

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Lorena 15 Dicembre 2024 - 20:42

Salve, complimenti davvero per il vostro grande lavoro.
Volevo chiedervi se gentilmente mi potete scrivere le misure della piramide del sole di visoko e i gradi degli angoli.
Grazie.
Radiosa giornata.
Lorena
Venezia
Italia

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ArcheoWorld 18 Dicembre 2024 - 16:59

La ringrazio molto per l’apprezzamento!
Riguardo le misure può facilmente reperire i dati in rete sui vari siti dedicati che, purtroppo, non concordano tutti sulla veridicità (e quindi sulle misure) di Osmanagic. In linea di massima vengono accettate queste misure: base metri 440 x 620 altezza 220 metri.
Per maggiori dettagli consulti: https://www.sbresearchgroup.eu/index.php/it/articoli-scientifici/60-ricognizione-aerea-sulle-piramidi-di-bosnia-la-piramide-del-sole

Cordiali saluti

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ArcheoWorld 6 Agosto 2024 - 19:11

Ho seguito il lavoro svolto da Malanga e Biondi ma, personalmente, ritengo che il feedback prodotto dalla tecnologia Doppler, applicata ad una massiccia struttura di blocchi litici in cui sono insite “fratture” più o meno naturali, possa produrre, in molti casi, onde riflesse e false immagini speculari. Molto più precisa, a mio avviso, la ricerca condotta dall’Università di Nagoya attraverso la lettura dei Muoni passanti. Mio parere, ovviamente!
Escludo la presenza di otto lati nella piramide attribuita a Chefren in quanto realizzata con procedure più arcaiche condotte in 2 (forse 3) fasi distinte temporalmente.

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