Alla ricerca degli Antichi

by ArcheoWorld
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La prima recensione editoriale di ArcheoWorld è dedicata a due libri complementari a cui teniamo molto e che, insieme, definiscono molto bene gli argomenti a cui ci interessiamo.
Il primo volume, in ordine di pubblicazione, è “Il risveglio degli Antichi” (GRAAL Edizioni, 2018) ad opera del collettivo Rabdo Team (Marco Zagni, Diego Marin, Loris Bagnara, Andrea Lontani). La ricerca degli autori prende spunto dalla documentazione originale relativa al lavoro svolto da un gruppo di studiosi (ora tutti deceduti) che negli Anni Sessanta intrapresero ricerche rabdomantiche sotterranee con l’ausilio di uno strumento elettronico messo a punto dall’Ing. Alessandro Porro, figlio del geologo Cesare Porro (a sua volta inventore, negli anni Trenta, di uno strumento rabdomantico meccanico). Del gruppo di lavoro guidato da Alessandro Porro facevano parte un geologo, il Prof. Floriano Villa, e un giornalista del Corriere della Sera, Mario Miniaci. Le ricerche rabdomantiche sotterranee, effettuate soprattutto tra le Prealpi e la Pianura Padana, dal 1963 al 1974 circa, portarono a risultati così impressionanti e strabilianti da essere praticamente tenuti segreti: la scoperta riguardava nientemeno che le vestigia di una specie intelligente e tecnologicamente molto avanzata, che era vissuta sulla Terra in anticipo di milioni di anni rispetto alla comparsa del genere umano.
Il secondo volume, “Il Diario degli Antichi” (GRAAL Edizioni, 2020), ad opera di Diego Marin, è l’ideale integrazione del primo. L’autore espone qui alcuni personali approfondimenti condotti attraverso un’analisi e un confronto puntuale con il documento fondamentale della “vicenda Porro”: il Diario di Mario Miniaci. Il testo è integrato da alcuni significativi contributi, presentati in appendice, a firma di Loris Bagnara, Marco Zagni e Mauro Quagliati.

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