La cryptoingegneria del Coral Castle

by ArcheoWorld
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Ho deciso la pubblicazione di questo articolo in relazione alla particolarità del soggetto trattato che, pur non essendo inquadrato strettamente nelle tematiche “archeo” proprie di questo spazio, può certamente offrire un ulteriore spunto di riflessione nel valutare le numerose e singolari incongruenze documentate in merito ad una conoscenza alternativa a quella cui siamo soliti affidarci nel valutare i fatti e le circostanze. Una conoscenza, in parte perduta, ma che talvolta riaffiora, magicamente, dalla pesante cappa che la moderna scienza ha steso su tutto quanto era patrimonio di un antico passato che privilegiava un diverso approccio nel controllo delle forze universali.

Edward Leedskalnin (Riga, 10 agosto 1887 – Miami, 7 dicembre 1951)

I fatti di seguito descritti cominciano con una Storia d’Amore. Una storia che sembra una favola ma che è incredibilmente vera. È la storia di un uomo che ha aspettato tutta la vita la ragazza di cui si era innamorato. Lui aveva 26 anni, Edward Leedskalnin, lei si chiamava Agnes Skuvst e aveva solo 16 anni, entrambi cittadini della Lettonia. Lui era sicuro che lei avrebbe accettato di sposarlo. Purtroppo lei non provava la stessa profondità di sentimento e rinunciò al matrimonio il giorno prima delle nozze. Ed fu così lasciato dall’amata e, secondo la biografia di Joe Bullard, fu proprio questa brutta delusione che non diede scampo alla depressione e alla voglia di evasione. L’uomo iniziò così a viaggiare forsennatamente per l’Europa, il Canada e gli Stati Uniti dove giunse all’età di 29 anni. Si stabilì in Oregon ma a causa del clima e del fisico mingherlino fu colpito da una brutta tubercolosi, che lo mise a dura prova. Nel 1918 decise di trasferirsi definitivamente in un luogo dal clima mite: a Florida City, che divenne lo scenario della sua impresa architettonica.

In loco rimase colpito da un particolare tipo di pietra locale, una pietra bellissima ed estremamente pesante che da quelle parti chiamano Coral Stone, la “pietra di corallo”. Questa scoperta e la ferita mai rimarginata per la perdita del suo amore alimentarono in Ed l’ossessione di riconquistare il cuore di lei attraverso la costruzione di un luogo ideale, una casa giardino da sempre sognata: la sua maestosità avrebbe fatto parlare di sé in tutto il mondo, al punto che la notizia potesse giungere ad Agnes Skuvst, riconquistandola. Con questo obiettivo, nel 1923, dopo aver acquistato 10 acri di terreno, munito solo di alcune lanterne e di pochi oggetti manuali che usava da piccolo quando aiutava suo padre nel lavoro di scalpellino, Ed diede il via alla costruzione di quello che venne chiamato il Rock Gate Park, oggi noto come Coral Castle.

Vista panoramica del Coral Castle a Homstead

Nell’arco di 28 anni oltre 1.100 tonnellate di roccia vennero lavorate e sollevate dall’uomo, che era alto appena 1,39 mt e pesava 52 kg. Progressivamente, laddove vi era un terreno sterminato, comparvero i muri della struttura, composti da blocchi di corallo e circondanti un complesso di affascinanti  capolavori: un obelisco di poco più 22 tonnellate; una roccia a forma di mezzaluna, anch’essa pesante 22 tonnellate; la Jupiter Rock, dedicata al pianeta Giove, pesante circa 23 tonnellate; la Saturn Rock, in onore del pianeta Saturno; una sedia a dondolo, anch’essa fatta di pietra, pesante 3 tonnellate, puzzle e mosaici di corallo; il Feast of Love e il Florida State Table, due tavoli a forma di cuore, dedicati alla donna amata; una torre di vedetta, con all’interno l’abitazione stessa di Ed; il 9 Tons Gate, un monolite pesante 9 tonnellate che funge da cancello, situato all’ingresso della struttura. Nel 1986, la rottura del cancello richiese l’intervento di sei uomini e una gru da 50 tonnellate, per poterlo rimuovere. Tuttavia, ogni tentativo di riparazione fu vano: l’anima di questo monolite è infatti attraversata per oltre due metri e mezzo da un foro che ospita l’asse portante e che passa, con precisione millimetrica per il suo centro di gravità, bilanciato dal suo inventore in maniera perfetta.

Che calcoli aveva fatto Ed? E come ci era riuscito lavorando di notte e sempre e costantemente da solo? La stessa precisione fu riscontrata nelle strutture planetarie che compongono il complesso architettonico del giardino, tutte perfettamente orientate secondo date dell’anno precise. Ѐ il caso, ad esempio, del Polaris Telescope, blocco di pietra alto circa 8 metri e pesante 30 tonnellate, che permise a Ed di seguire il percorso della Terra intorno al Sole e costruire una meridiana, calibrata in base ai due solstizi. La Moon Fountain, invece, la cosiddetta “fontana della luna”, indicava le varie fasi lunari, mediante le tre rocce di corallo di cui è composta: due lune crescenti posizionate verticalmente, che affiancano l’ampia luna piena, fissata orizzontalmente nel centro, punto in cui Ed fissò una stella a sei punte incrementando il getto d’acqua con una pompa da irrigazione. A tutti gli effetti Coral Castle non è un vero e proprio edificio, ma piuttosto un giardino romantico circondato da un recinto di pietra ed una piccola costruzione abitabile.

L’uomo non permise mai a nessuno di accedere al suo cantiere, lavorava sempre e soltanto lontano da occhi indiscreti, senza nessun aiutante, lavorando, da mezzanotte all’alba. Tra le cose che usò per l’edificazione della sua reggia, ci colpiscono alcuni oggetti strani: una specie di rotore metallico dentato, bottiglie avvolte da filo di rame, e sintonizzatori radio. Come ha fatto a tagliare e a spostare queste pietre da solo? E perché non voleva che nessuno lo vedesse?

Una delle poche immagini di Ed, lo mostra accanto ad un tripode realizzato con un semplice sistema di carrucole e pali di legno. Secondo molti non poteva bastare a spostare i massi di Ed. Non con la semplice meccanica dell’argano! Doveva servire a qualcos’altro: il segreto era in una scatola montata in alto, collegata a “qualcosa” con cavi metallici, che in molti credono avesse a che fare con l’antigravità. Nel 1936 l’espansione edilizia portò alla cantierizzazione di nuovi lotti nelle vicinanze del Coral Castle ed essendo Ed una persona molto riservata, decise di trasferirsi in un luogo più isolato. Passò così i successivi 10 anni a trasferire ciascuna pietra del castello da Florida City a Homstead, dove attualmente sorge, ad una distanza di circa 16 km. Qui, a quanto risulta da varie testimonianze, alcuni bambini che giocavano da quelle parti furono testimoni di enormi blocchi di pietra fluttuanti nell’ariacome palloni a idrogeno”, mentre l’uomo, cantando e suonando, li sollevava con il semplice gesto delle mani. L’autista che trasportò gli ammassi di pietra durante il trasloco dichiarò che un giorno, appena arrivato a Florida City, parcheggiò il camion nei pressi del castello dove Ed, che lo attendeva per la fase di carico, chiese espressamente di essere lasciato da solo. Il guidatore, che aveva dimenticato il suo pasto sul camion, dopo essersi allontanato a piedi, ritornò subito indietro, scoprendo con meraviglia che i monoliti erano stati già tutti caricati sul mezzo in pochi minuti di orologio.

Nel tempo, numerosi tentativi da parte di scienziati ed ingegneri sono stati attuati nella speranza di carpirne i segreti e i meccanismi. Negli anni settanta ad esempio, alcuni studiosi cercarono di riprodurre una delle strutture scavando un blocco di pietra corallina dal peso di 30 tonnellate, ma il bulldozer adoperato per sollevare i monoliti non riuscì a sollevarne neanche una parte. A quel punto, essi decisero di cercare risposte negli appunti scritti da Ed, che durante la sua vita aveva redatto il manoscritto “Magnetic Current”, a proposito delle sue ricerche: una serie di prescrizioni e di norme da lui descritte evidenziavano la sua incredibile consapevolezza nei confronti delle teorie sul magnetismo. L’autore ebbe a dichiarare di conoscere i segreti relativi alle piramidi dell’antico Egitto e ai costruttori che in Perù, Yucatan e Asia, con il solo ausilio di strumenti rudimentali, avevano sollevato e posizionato blocchi di pietra pesanti molte tonnellate.

Esperimento scientifico per riprodurre il sistema usato da Ed
Probabilmente il magnetismo era la chiave del suo lavoro

Alcune informazioni parlano di un sicuro incontro fra Ed e un geniale e controverso scienziato, Nikola Tesla, accomunati dall’avversione della Scienza ufficiale e le lunghe notti solitarie passate dai due a lavorare su esperimenti misteriosi e affascinanti in un’America che non era la loro patria. Superati i 60 anni, Ed Leedskalnin aveva dato segni di voler rivelare il segreto della sua costruzione. Sembra che avesse addirittura invitato alcuni amici stretti per il racconto finale. Era il 7 novembre del 1951 quando, accusando da giorni un piccolo dolore, andò a farsi controllare al Jackson Memorial Hospital. All’entrata del castello lasciò un cartello per gli amici con scritto: “Right back“, torno subito. Ma, per un’ultima beffa del destino, non torno né subito né mai più. Quel dolorino era un male al fegato che lo portò via per sempre, insieme al segreto del Castello di Corallo.

Alcuni prototipi di macchine basate sulla forza magnetica realizzate nello stesso periodo

Edward Leedskalnin morì nel 1951 senza essere mai riuscito a mostrare il castello alla sua amata Agnes. Tutto ciò per cui aveva vissuto si rivelò un assoluto fallimento. E non solo: nel 1980, lo stato della Florida riuscì a contattare la ormai 83enne Agnes, offrendole viaggio e soggiorno per farle vedere ciò che Ed aveva costruito per lei 30 anni prima. Ma lei rifiutò. Semplicemente: non le interessava!

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