L’acquedotto di Eupalino

by ArcheoWorld
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L’acquedotto o tunnel di Eupalino, sull’isola di Samo, in Grecia, è un’opera idraulica in galleria che si sviluppa per una lunghezza di 1036 m, costruita nel VI secolo a. C. con funzioni di acquedotto. È il secondo esempio storico che si conosce di galleria scavata da entrambe le estremità, e la prima a essere realizzata con un approccio basato sulla geometria. L’opera fu realizzata quando Samo era sotto il potere del famoso tiranno Policrate. Durante il suo dominio, due squadre, che lavoravano sotto la direzione dell’architetto Eupalino di Megara, scavarono una galleria attraverso il monte Kastro e costruirono un acquedotto per rifornire di acqua corrente l’antica capitale dell’isola di Samo (ora chiamata Pythagoreion). Si trattava di un’opera di difesa di estrema importanza, poiché il fatto che l’acquedotto fosse sotterraneo non poteva essere facilmente individuato da un nemico che, altrimenti, avrebbe potuto tagliarlo e interrompere l’afflusso d’acqua.


E a proposito dei Sami ho parlato più a lungo, perché hanno tre opere che sono superiori a quelle di tutte le altre fatte da Greci: prima un passaggio che inizia dal basso e aperto alle due estremità, scavato in una montagna per non meno di un centinaio e cinquanta orgyie in altezza; la lunghezza del passaggio è di sette stadi e l’altezza e la larghezza sono entrambe di otto piedi, e attraverso l’intera galleria è stato scavato un altro passaggio di venti cubiti in profondità e tre piedi in larghezza, attraverso il quale passa l’acqua e arriva con tubazioni nella città, presa da un’abbondante fonte: il progettista di quest’opera era di Megara, Eupalino, figlio di Naustrofo. Questa è una delle tre.

(Erodoto, Storie, 3.60)


La galleria captava l’acqua da una sorgente interna, che era stata coperta e quindi nascosta ai nemici. Un canale sotterraneo, scandito da pozzetti per l’ispezione periodica, si snoda lungo la collina fino alla bocca settentrionale del tunnel. Un canale simile, nascosto e sepolto appena sotto la superficie del terreno, conduce dall’uscita meridionale verso est, nella città di Pythagoreion. Nella montagna stessa, l’acqua scorreva, dentro tubature, in un canale separato a diversi metri sotto il canale di accesso umano, collegato da passaggi verticali o da trincee. La metà meridionale della galleria è stata scavata con una dimensione maggiore di quella settentrionale, che a tratti è larga appena per essere attraversata con difficoltà da una persona, e ha un tetto a capanna fatto di lastre di pietra, per prevenire frane. Lo scavo della metà meridionale, al contrario, era stata agevolato dal fatto di attraversare uno strato di roccia più stabile. Le due mezze gallerie seguono due percorsi contrapposti che si incontrano con un angolo a gomito, una tecnica che fu adottata per evitare che i due tunnel, correndo paralleli, non si incrociassero. Il metodo utilizzato da Eupalino per permettere ai due gruppi di incontrarsi nel mezzo della montagna è documentata da Hermann J. Kienast e altri ricercatori. Nel pianificare lo scavo, Eupalino usò principi ben noti di geometria, che sarebbero stati codificati negli Elementi di Euclide secoli più tardi. Con una lunghezza di 1.036 metri, l’acquedotto sotterraneo di Eupalino è famoso oggi come uno dei capolavori di ingegneria antica. Eupalino era consapevole che errori nella misurazione avrebbero potuto fargli perdere il punto d’incontro delle due squadre, con possibile deviazione sia in orizzontale sia in verticale. Ha quindi fatto uso delle seguenti tecniche.
L’acquedotto fu utilizzato per circa 1100 anni, e fu abbandonato in epoca bizantina. Fu riscoperto nel 1882, e alla sua riscoperta era crociale la citazione di Erodoto, che lo descrisse in dettaglio. I visitatori di Samos possono visitare ed esplorare questa incredibile opera, che è aperta al pubblico.

 

Il video mostra l’intero percorso della parte visitabile del tunnel di servizio dell’acquedotto.

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