La centrale energetica di Teotihuacan

by ArcheoWorld
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A una cinquantina di chilometri a nord est di Città del Messico si trova il sito archeologico più grande e importante del Nord America. Stiamo parlando dei resti dell’antica città di Teotihuacan, il cui nome dato dagli Aztechi al sito dopo la sua caduta, significa “luogo dove vengono creati gli Dei”. Non abbiamo a tutt’oggi notizia certa e informazioni incontrovertibili sull’identificazione del popolo che la fondò. Qualcuno ha ipotizzato che furono i Toltechi ma Teotihuacan venne costruita quando la stessa civiltà Tolteca non si era ancora sviluppata. Il complesso stupisce archeologi e ricercatori per l’incredibile disposizione moderna della città con un’arteria centrale, la cosiddetta “avenida de los muertos”, attorno al quale sono posizionati i più importanti monumenti tra i quali la Piramide del Sole e la Piramide della Luna. Una progettazione che non aveva nulla da invidiare a quelli delle nostre moderne metropoli e che dimostra come gli antichi costruttori avessero conoscenze matematiche e architettoniche di altissimo livello.

Le caratteristiche insolite del complesso non finiscono certo qui, infatti, se andiamo ad analizzare le misure della Piramide del Sole, ci accorgeremmo come la stessa abbia la medesima base della Grande Piramide di Giza e cioè 230 mq. ed è alta esattamente la metà. E ancora, se andiamo a visionare l’intero complesso dall’alto: la Piramide del Sole, della Luna e il tempio di Quetzalcoatl hanno la stessa disposizione di quelli della piana di Giza in rapporto alla cintura di Orione. Perché queste clamorose similitudini tra due luoghi apparentemente così distanti?

La planimetria di Teotihuacan in correlazione alla Cintura di Orione

Ma questo non è tutto, anzi, recenti studi e scoperte ci offrono un quadro d’insieme molto complesso e misterioso.
Nella vallata scorre il fiume San Juan, il cui corso è fu deviato artificialmente dagli antichi costruttori, con due angoli retti, esattamente nel punto in cui sorge il complesso cerimoniale. Infatti alcuni canali portano le acque nello spazio di fronte a quella che impropriamente gli spagnoli chiamarono “la cittadella”, un complesso di edifici racchiusi in un recinto.

Modificazioni apportate dagli antichi costruttori al corso naturale del fiume San Juan

Un fossato è presente su tre lati della Piramide del Sole, la costruzione più grande finora portata alla luce nel Mesoamerica, sotto la quale, al centro, c’è una profonda caverna scavata in un letto di lava. Questa grotta è collegata ad un pozzo, profondo sette metri e situato alla base della piramide, mediante una galleria sotterranea. Anche la Piramide della Luna è circondata da un fossato.
Gli archeologi, nel corso di scavi effettuati nel secolo scorso hanno scoperto una presenza costante di grandi quantità di mica in tutto il sito, nei monumenti, lungo le strade, nei resti delle abitazioni civili e, alcuni anni fa, è stata scoperta, sempre nel sito, una sala sotterranea contenente un’incredibile concentrazione di cristalli del minerale.

La mica è un minerale, dalle spiccate proprietà isolanti elettriche e di resistenza al calore, è utilizzato oggi come isolante termico ed elettrico o come moderatore di reazioni nucleari. È diffuso nelle rocce ignee, metamorfiche e sedimentarie, costituito da silicati complessi di alluminio e potassio che possono contenente anche magnesio, ferro, sodio, litio e fluoro. La mica riscontrata a Teotihuacan è la lepidolite, di colore rosa, proveniente dal Brasile, quindi ad una distanza di più di tremila chilometri. Perché mai gli antichi costruttori compirono un tragitto così lungo e impervio per reperire proprio quel tipo di mica? Dato che la mica stessa è un ottimo conduttore elettrico, ad essere realisti fino in fondo, verrebbe da pensare che l’intero sito non fosse altro che una gigantesca centrale elettrica il cui scopo è a noi però ignoto. Sembra un assurdo ma allo stato attuale non sembrano esserci altre spiegazioni se non comunque correlate ad un possibile e immenso utilizzo di natura tecnologica all’interno del sito. C’è da rimanere sconcertati da queste civiltà che lavoravano e utilizzavano leghe e metalli sconosciuti per l’epoca o comunque reperibili solamente a considerevoli distanze, come la mica appunto. Qui, addirittura, si arrivò alla determinazione di deviare un corso d’acqua per farne un uso certo non domestico. È logico ipotizzare che un tempo l’acqua scorresse dalla Piramide della Luna lungo la Via dei Morti per terminare la sua corsa nel fiume San Juan. Se accettiamo l’idea che a Teotihuacan sia stato realizzato un complesso impianto, potremmo allora affermare che qui si utilizzasse l’acqua corrente per scopi che, al momento, non siamo davvero in grado di individuare.

A complicare ancor più il quadro, alcuni anni fa, grandi quantità di mercurio liquido sono state rinvenute all’estremità di un tunnel sotterraneo lungo 91 metri nel cuore della Piramide del Serpente, a 18 metri di profondità. Gli archeologi si sono dichiarati sorpresi per la scoperta. Nessuno può sapere di preciso come e per quale motivo il mercurio sia lì, ma l’ipotesi è che potesse simboleggiare, con i suoi riflessi argentei e brillanti, un lago o un fiume dell’Oltretomba, ed essere considerato una sorta di via di accesso privilegiata per l’Aldilà. Difficile da estrarre, tossico e costoso, il metallo è già stato trovato in passato in diversi siti Maya più a sud, e potrebbe aver avuto una valenza sacra, o per altri scopi a noi sconosciuti, per le civiltà precolombiane.
Considerando che gli scavi nell’area, iniziate cent’anni fa, hanno interessato solamente il 20% dell’intera area, dobbiamo aspettarci in futuro qualche altra strabiliante sorpresa. Quel che sappiamo oggi, per certo, è come si presentò la città ai primi esploratori, completamente sepolta da grandi quantità di terra che seppelliva l’intero sito e che fece balenare l’idea che qualcuno avesse volutamente cercato di nasconderla o proteggerla. Di che cosa si occupavano davvero gli abitanti di Teotihuacan e quali processi produttivi animavano le vie cittadine? L’alone di mistero che ancora aleggia sulle origini del “luogo dove vengono creati gli Dei“ e sulle ragioni che ne determinarono l’abbandono, vale anche per tutto il resto.

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