Siamo noi la prima civiltà esistita sulla terra?

by ArcheoWorld
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Per ora, la Terra è l’unico pianeta noto con tracce di vita e quindi siamo portati a credere che l’Homo sapiens sia l’unica specie ad aver sviluppato una tecnologia avanzata. È proprio su questo argomento è stato pubblicato un interessante studio sull’International Journal of Astrobiology. Nella ricerca si prende in considerazione l’ipotesi di una civiltà intelligente esistita prima della nostra, ossia prima dell’avvento dell’uomo. Il fatto che non abbiamo mai rilevato tracce di una ipotetica civiltà intelligente precedente alla nostra, non sta a significare automaticamente che essa non sia mai esistita. È possibile rilevare una civiltà industriale nelle registrazioni geologiche una volta che scompare dalla faccia del suo pianeta ospite?”.
The Silurian Hypothesis  è il titolo di uno studio degli scienziati del Goddard Research Institute della NASA e dell’Università di Rochester in cui forniscono uno sguardo critico alle prove scientifiche che la nostra civiltà sia stata l’unica civiltà avanzata mai esistita sulla Terra. Se gli umani si estinguessero oggi qualsiasi futura civiltà che potrebbe sorgere sulla Terra tra milioni di anni potrebbe avere difficoltà a ritrovare e riconoscere le tracce della civiltà umana. Allo stesso modo, se sulla Terra fosse esistita qualche civiltà precedente milioni di anni fa, potremmo avere difficoltà a trovarne le prove. La scoperta di artefatti fisici sarebbe certamente la prova più evidente di una civiltà sulla Terra ma gli scienziati dubitano che troveremo mai qualcosa del genere. Le nostre città coprono meno dell’uno percento della superficie terrestre, e per i paleontologi sarebbe facile “mancare” qualsiasi città di dimensioni paragonabili di una precedente civiltà. Per questi motivi il gruppo di studio si è concentrato sulla possibilità di trovare i resti chimici di un’antica civiltà terrestre. Le prove indelebili sarebbero rappresentate perlopiù da quattro fattori: il riscaldamento globale, l’agricoltura e l’erosione del suolo che ne consegue, la produzione di materie plastiche e di inquinanti sintetici e una guerra nucleare. Particolare attenzione vien prestata al materiale plastico e altre molecole sintetiche di lunga durata, nonché a ricadute radioattive.
Dopo aver esaminato diversi eventi improvvisi geologicamente sospetti degli ultimi 380 milioni di anni, nello studio si afferma che nessuno di questi si adatta in modo evidente ad un profilo tecnologico. Servono ulteriori ricerche, come ad esempio studiare come persistono le moderne sostanze chimiche industriali nei sedimenti oceanici, per vedere se è possibile trovare tracce di sostanze chimiche simili nella documentazione geologica. I pianeti come la Terra, con la loro geologia attiva, sono abbastanza bravi nel distruggere le prove e quindi lo studio prende in considerazione la possibilità insolita che una tale civiltà possa essere fuggita nello spazio. In tal caso, artefatti della loro tecnologia, o tecno-firme, potrebbero essere trovati altrove nel sistema solare, non solo sulla superficie lunare, ma anche su asteroidi o sepolti su Marte, luoghi in cui tali oggetti potrebbero teoricamente sopravvivere per centinaia di milioni o addirittura miliardi di anni. Trovare le tecno firme nello spazio è una possibilità estrema ma tali studi potrebbero rivelare nuovi dettagli sulla storia e l’evoluzione del sistema solare e sulle risorse che potrebbero essere utili ai futuri viaggiatori spaziali.

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