Scansioni LiDAR evidenziano inquietanti interazioni fra Tikal e Teotihuacan

by ArcheoWorld
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Utilizzando la scansione ad alta tecnologia di rilevamento LiDAR (acronimo dall’inglese Laser Imaging Detection and Ranging), intorno all’antica città maya di Tikal, nel nord del Guatemala, i ricercatori hanno individuato edifici sepolti che sembravano repliche precise delle strutture trovate nella leggendaria città mesoamericana di Teotihuacan, che raggiunse l’apice della sua potenza nello stesso periodo in cui la civiltà Maya era fiorente. Ciò risulta sorprendente, dal momento che Teotihuacan si trovava a 1.300 chilometri a nord-ovest di Tikal nell’odierno Messico e non era un insediamento Maya.

Le spettacolari rovine di Tikal sono state approfonditamente esplorate dagli archeologi per più di sei decenni. Eppure anche adesso questo vasto sito è in grado di apportare nuove intriganti rivelazioni, soprattutto quando la tecnologia moderna può essere utilizzata per scrutare aree che non sono state esaminate manualmente in passato.

Recentemente, due ricercatori statunitensi affiliati alla Foundation for Maya Cultural and Natural Heritage, l’antropologo della Brown University Stephen Houston e il geografo dell’Università del Texas Thomas Garrison, hanno utilizzato il LiDAR per mappare i contorni di una serie di colline trovate vicino al centro di Tikal. Come spiegano nel loro studio pubblicato sulla rivista Antiquity, le scansioni hanno mostrato che queste colline sono in realtà tumuli creati dall’uomo e celano sotto di esse edifici sepolti di natura molto insolita.

Scansione tridimensionale LiDAR dell'area interessata

Scavi successivi degli archeologi guatemaltechi, sotto la guida del professore dell’Università del Texas Edwin Román Ramírez, hanno confermato l’esistenza delle strutture sepolte. Inaspettatamente, gli edifici erano stati modellati su importanti strutture di Teotihuacan, la città-stato più popolata e potente della Mesoamerica nel primo millennio d.C. In particolare una collina, ritenuta naturale, in realtà ha mostrato di essere conformata alla planimetria del Tempio del Serpente Piumato, conosciuto anche come “Cittadella”, un edificio ritenuto dall’archeologia ufficiale il palazzo reale di Teotihuacan.

Il complesso della Cittadella (o Tempio del Serpente Piumato) nel contesto della planimetria centrale di Teotihuacan

Ma le ultime scoperte a Tikal mostrano che il popolo di Teotihuacan aveva una presenza più forte nella città di quanto si credesse in precedenza. Gli individui che hanno costruito le repliche di Teotihuacan appena scoperte non erano apparentemente interessati ad assimilarsi alla cultura in cui erano entrati, ma preferivano invece creare la propria “casa lontano da casa” sul suolo Maya. Il complesso architettonico messo in luce dal LiDAR sembra essere stato costruito per le persone di Teotihuacan o per “coloro sotto il loro controllo“. Forse potrebbe avere avuto il ruolo di complesso di ambasciate, ma alcuni indizi suggeriscono anche qualcosa di più pesante, come centro di occupazione o sorveglianza. Il sospetto è che rappresenti un tentativo di impiantare parte di un piano di città straniera su Tikal. Infatti le strutture della replica di Teotihuacan sono state realizzate con intonaco di fango piuttosto che con il tradizionale calcare Maya includendo ricostruzioni complete e accurate degli edifici che comprendevano il complesso della Cittadella di Teotihuacan, con misurazioni angolari e orientamenti direzionali che corrispondono esattamente alle caratteristiche della Cittadella.

Vista aerea della Cittadella di Teotihuacan

Nel corso di alcuni saggi, gli archeologi hanno scoperto segni agghiaccianti di possibili sacrifici umani. Vicino alla replica della Cittadella, gli archeologi hanno dissotterrato i resti di un corpo il cui scheletro era circondato da vasi di ceramica, ossa di animali, frecce e altri oggetti di natura personale. Il carbone trovato nel sito mostra che la tomba e il suo contenuto erano stati dati alle fiamme. Tutto ciò corrisponde a quanto è stato trovato nei luoghi di sepoltura situati vicino alla vera Cittadella di Teotihuacan, che conteneva i resti di guerrieri che venivano sacrificati agli dei.

Reperti provenienti dallo scavo effettuato

Un altro elemento significativo suggerisce che gli immigrati di Teotihuacan e i loro vicini nativi Maya non andassero sempre d’accordo. In un complesso residenziale situato vicino al complesso della Cittadella, gli archeologi hanno trovato un cospicuo numero di punte di lancia, alcune realizzati in selce (usata dai Maya) e alcune in ossidiana verde (comunemente usata a Teotihuacan). In questo sito potrebbe aver avuto luogo almeno una battaglia tra residenti indigeni e immigrati, anche se non è possibile determinare quando è avvenuta e con quali modalità e esito. Nel 378 d.C., le forze militari della città di Teotihuacan invasero Tikal e ne rovesciarono il re Maya. I soldati di Teotihuacan erano guidati da un generale noto come Sihyaj K’ahk’, che tradotto significa “Nato dal fuoco“. Questi invasori non furono apparentemente spediti dai governanti di Teotihuacan, ma portarono invece avanti l’invasione da soli, dopo essere stati esiliati dalla loro città natale per ragioni che rimangono sconosciute.

Rappresentazione del generale noto come Sihyaj K'ahk'

Gli studi nel sito appena scoperto a Tikal continueranno per anni con la speranza di mettere in luce altri artefatti, strutture e possibilmente testi scritti che potrebbero aiutare gli archeologi a fare maggior chiarezza su come Teotihuacan e la sua gente hanno interagito con i loro vicini minori e meno potenti nella prima parte del primo millennio d.C.

Tecnologia di scansione LiDAR

La tecnica LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging o Light Detection and Ranging) è un sistema di telerilevamento radar sempre più applicato in archeologia, perché permette di esplorare da remoto (per esempio da un aereo, o da un drone) vaste porzioni di territorio coperte da folta vegetazione, valutando le potenzialità e i rischi di eventuali scavi. Come per il radar, che al posto della luce utilizza onde radio, la distanza dell’oggetto è determinata misurando il tempo trascorso fra l’emissione dell’impulso e la ricezione del segnale retrodiffuso. Consente di ricavare un’immagine tridimensionale della superficie “ripulita” dalla vegetazione, e di comprendere, attraverso l’analisi delle modifiche apportate sul terreno, come si costruiva, scavava, collegava e coltivava nel passato.

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